Clima di montagna e la ricostruzione dopo il 2009
A 700 metri tra Gran Sasso e Velino-Sirente, L'Aquila ha inverni lunghi e freddi con neve, estati fresche e aria pulita. È in una delle zone a più alta pericolosità sismica d'Italia: il terremoto del 6 aprile 2009 ha causato 309 vittime; secondo i dati diffusi nell'aprile 2026 la ricostruzione privata è al 96% e quella pubblica attorno al 60%.
Sezioni: Stagioni · Piogge · Temperature · Qualità dell'aria · Rischi ambientali
Il clima
L'Aquila ha un clima montano-continentale: gli inverni sono lunghi e freddi, con gelate frequenti da novembre a marzo, nevicate regolari in città e abbondanti sul Gran Sasso (nel gennaio 2017 la neve in città superò il metro); le estati sono calde di giorno ma fresche di sera, con aria secca e temporali pomeridiani; la primavera arriva tardi e l'autunno è breve e luminoso. La qualità dell'aria è tra le migliori dei capoluoghi italiani, con pochissimi giorni oltre il limite di PM10 (vedi dato), anche se il riscaldamento domestico a legna e pellet pesa nei mesi freddi. Chi arriva deve prevedere riscaldamento per sei-sette mesi, pneumatici invernali o catene a bordo obbligatori da metà novembre a metà aprile sulle strade della conca.
Dato assente: temp_jan_avg, temp_jul_avg
Il terremoto del 2009
La conca aquilana è in zona sismica 1, la classe di pericolosità più alta. Alle 3:32 del 6 aprile 2009 un terremoto di magnitudo 6,3 con epicentro a pochi chilometri dalla città causò 309 vittime, oltre 1.500 feriti e circa 65.000 sfollati, rendendo inagibile il centro storico e distruggendo interi quartieri e frazioni (Onna, Villa Sant'Angelo, parte di Pettino). Storicamente la città era già stata distrutta dai terremoti del 1461 e del 1703. L'INGV monitora la sismicità dell'area in continuo e pubblica i dati in tempo reale.
La ricostruzione oggi
La ricostruzione è gestita dall'Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell'Aquila (USRA) per il capoluogo e dall'USRC per gli altri comuni del cratere. Il centro storico è stato ricostruito con criteri antisismici conservando le facciate: chiese, palazzi e gran parte delle abitazioni sono riaperti, la Basilica di Collemaggio è stata restaurata, mentre il Duomo di San Massimo è ancora in fase di completamento. Secondo i dati diffusi per il diciassettesimo anniversario, nell'aprile 2026, la ricostruzione privata è al 96% tra lavori conclusi e in completamento, mentre quella pubblica (scuole, uffici, chiese minori) è attorno al 60%: alcuni edifici pubblici e isolati restano cantieri. Chi cerca casa dovrebbe verificare lo stato dell'edificio e la data della ricostruzione: le case ricostruite dopo il 2009 sono tra le più sicure d'Italia.
Dati
Fonti
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Revisione: 20/10/2026 · a cura di piero.avolio · rev. 1 · Periodo: → 2027-10-31
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